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Posts Tagged ‘Shiatsu Abruzzo’

-Sempre bravi e disponibili,molto professionali.

– Oggi purtroppo è il mio ultimo trattamento per mancanza di posti nel mese successivo. Spero ci possa essere ancora
qualche possibilità per continuare a giovare dei benifici di questi trattamenti i quali sono stati a Me utili sia sotto il profilo fisico
che  “psichico” grazie alla professionalità e alla disponibilità di tutti gli operatori che hanno svolto il loro operato in questa sede.
Complimenti per la vostra preparazione e ci tengo a sottolineare che oltre al vostro impegno, la vostra professionalità, c’è stata molta passione e molto amore in ogni vostro gesto. Grazie, Buona Pasqua

– Grazie per tutto, sempre disponibili e bravi. Io mi trovo benissimo con il mal di testa ed altri dolori. Ringrazio tutti che il Signore vi benedica.Buona Pasqua a tutti!

-Complimenti vivissimi. Grazie per la professionalità. Buona Pasqua

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L’evento sismico del 06 Aprile avendoci coinvolti direttamente, poichè siamo della provincia di Teramo con solo il Gran Sasso che ci separa dal territorio dell’Aquila, ha fatto si che il nostro aiuto si svolgesse prevalentemente nell’immediata fase successiva al tragico evento, anche attraverso attività di sostegno direttamente nelle località interessate (vedi evento “Shiatsu sotto le stelle” del 24/07/09).

Tutto ciò ha fatto si che il nostro arrivo a Pizzoli fosse preceduto dai nostri colleghi provenienti da tutta Italia.
Quello che abbiamo potuto constatare è che nella cittadina a ridosso dell’Aquila il massaggio shiatsu è diventato ormai per alcuni consuetudine, sin dalla mattina del sabato abbiamo notato come i riceventi in modo del tutto disinvolto entravano e si
preparavano al trattamento indicandoci le zone da trattare come se si doveva dare un senso di continuità tra noi e chi ci aveva preceduti, cosicchè ci siamo potuti concentrare direttamente sul lavoro da fare, ottimizzando in un certo senso anche il risultato; va enfatizzato il fatto che tutti i riceventi lamentavano dolori derivanti dal prolungato soggiorno nelle tendopoli, naturalmente con riscontri anche emozionali.

Al di la della gratificazione personale che io e Marilisa abbiamo ricevuto è stato  piacevole sentirsi dire che il lavoro svolto da tutti noi è stato fatto oltre che con il cuore soprattutto con professionalità ottenendo ottimi risultati a livello prettamente
pratico. In conclusione vogliamo riportare alcuni commenti lasciati sul quaderno a disposizione dei riceventi che racchiude il senso del nostro operato: Un Abbraccio e buon lavoro a tutti!

Endrio Lucidi  e  Marilisa Speca

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Stavolta mi sono sentita un ago, mi sembra di essere un ago.

Come un ago, posto tra mani abili, che entra lentamente , e si spinge sempre più giù  per cucire, per rammendare, per migliorare, per decorare, penetrando gli strati del tessuto.

Cosi’ è stato il mio secondo  fine settimana a Pizzoli, un’immersione sempre più intensa e complicata nei meccanismi del dolore, della perdita, della depressione. Ho avuto con me una guida speciale, Maurizio, che è dell’Aquila, che ha perso la casa, una coppia di cugini, che è dovuto andare via, e che ha avuto il coraggio di portarmi a far vedere casa sua, quello che ne resta. Maurizio è stato la mano esperta ed abile che mi ha spinto all’interno del terremoto, e delle conseguenze del terremoto. Ho conosciuto la sua famiglia, i suoi amici, e queste conoscenze hanno fatto corpo unico con le persone che ho poi trattato, assieme a lui.

Posso, grazie a lui ed alla sua famiglia, capire meglio, sapere di più, e provare empatia maggiore con le persone che ho avuto sul futon, arrivare meglio e prima alle loro motivazioni, alle loro strategie per sfuggire dall’angoscia terribile, dal pensiero continuo ed ossessionante, dall’insicurezza che se li mangia vivi, non sapere dove andare domani, cosa fare della propria vita…Le signore che aspettano che lo stato dia loro la casa, e che ricordano al tempo stesso quando abitavano in centro all’Aquila, gli uomini che si rifugiano in un superficiale senso di sicurezza e spavalderia (un signore mi ha trattenuto un quarto d’ora a chiedermi cosa poteva fare per la propria schiena, contestando tutto quello che andavo snocciolandogli), la sensazione costante di addentrarmi sempre più in un territorio minato.

Ho incontrato delle persone per la seconda volta, e devo dire che il mio orgoglio ha ricevuto una bella sferzata : i problemi che mi avevano raccontato la prima volta sembrano essere spariti… Non posso fare a meno di rallegrarmene!

Ho trattato anche una signora con un problema acuto ad una spalla-braccio. Si è rialzata ancora dolorante – ovviamente – ma più sciolta e visibilmente sollevata. Ho avuto l’opportunità di applicare una cosa che vado studiando ultimamente, e di constatare che funziona, e diverte al tempo stesso : l’immaginazione creatrice. L’immaginazione ha un grande potere, ma nel torpore quasi sonno del futon ne ha uno particolare! Lasciare libera la propria fantasia, lasciare che i propri dolori, le proprie paure, o il benessere che si prova si manifestino anche con paragoni bizzarri, con cose che mai diremmo durante le nostre giornate razionali e sotto sontrollo, lasciare che il corpo parli anche attraverso parole sconnesse, che rendono plausibile l’inverosimile, e che contribuiscono a rammendare i propri « buchi ». Non solo si pensa a se stessi, cosi’, ma si ride, anche, sdrammatizzando cio’ che ci sembrava terribile. Bello, mi è piaciuto scoprire questa cosa.

Ci hanno chiesto di poter estendere il tempo riservato ai trattamenti ad uno ulteriore, alle 12 di domenica. Abbiamo detto di si’, ma almeno io ho constatato che avrei dovuto dire di no. Troppo stanca, mi facevano male le ginoccia, e il mio agire ha cominciato a perdere la connotazione di grande gioia che sempre fin’ora l’ha contraddistinto. Ho imparato che la generosità va bene, va bene l’abnegazione, ma ce ne vuole anche verso se stessi. Un’altra cosa su cui meditare, per me. Rispetto dei propri limiti….

Abbiamo messo fuori il quaderno della soddisfazione del cliente (la customer satisfaction!), e ci siamo divertiti a leggere i commenti. Sono tutti molto positivi, e anche questo ci ha fatto molto piacere!

Piccola raccomandazione finale, a chi viene dopo : portate sempre un lenzuolo per coprire il futon, dei tappetini di gomma per mettere sotto (noi abbiamo usato le coperte di lana, ma magari si sporcano…), e una luce tipo abat-jour, per evitare di dover usare le grandi luci della stanza, che sono al neon, e danno decisamente fastidio! Anche una copertina per coprire le persone verso la fine del trattamento, che in genere hanno freddo è una cosa gradita. Oltre a questo avevamo portato l’incenso, e pure questo è piaciuto.

Allego due foto, che ci siamo fatti, sul posto di lavoro, ovvero sul futon. Professionali? Vi piacciono? Ecco, queste sono le ultime impressioni da Pizzoli.


Marta Billarelli

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Siamo tornate per la seconda volta a Pizzoli ed è stato un piacere rivedere alcune persone che avevamo già trattato a Novembre. Abbiamo avuto la percezione che ci sia una più approfondita conoscenza dello Shiatsu. Molti infatti ci hanno comunicato che si sono resi conto che dopo qualche trattamento la situazione generale è migliorata e non solo fisicamente. C’è la percezione che questo lavoro metta “in contatto” con diversi aspetti dell’essere.

Rispetto a Novembre anche la situazione lavorativa è migliorata. Buono il suggerimento della lampada e della musica che abbiamo seguito portandoci l’occorrente.

La lampada permette di avere una luce meno diretta e la musica (a bassissimo volume) aiuta il rilassamento (così ci hanno comunicato i riceventi).

C’è un grosso interessamento per lo Shiatsu da parte di alcune persone nel senso che sarebbero intenzionate a saperne di più e hanno chiesto se fosse possibile organizzare dei corsi propedeutici anche a Pizzoli o dintorni.

Monica, nella pausa pranzo del sabato, ha voluto andare a L’Aquila per rendersi conto della situazione terremoto (considerato che la volta precedente non era riuscita ad andare), Donata invece ha preferito rimanere in albergo. La visita però ha provocato una strana sensazione che può essere definita come un’intrusione: come il presentarsi ad un morente senza conoscerlo e pretendere da lui il racconto del suo dolore. Inoltre proprio quel giorno ci sono state avvisaglie di movimenti negli edifici per cui il centro era tutto chiuso con il presidio di militari dell’esercito, carabinieri, elicotteri ecc. Quindi non è stato possibile effettuare la visita….. ma forse è stato meglio così!

Ci sembra importante condividere, per una corretta informazione che purtroppo non viene diffusa dai mass media, alcune notizie. Dal vice Sindaco abbiamo saputo che ci  sono ancora 13.000 sfollati che al momento sono alloggiati sulla costa e che l’Hotel la Gioia ne ospiterà prossimamente utilizzando le camere libere. Parlando con gli ospiti dell’Hotel abbiamo inoltre saputo che, chi aveva contratto un mutuo prima del terremoto e ottenuto dal governo il congelamento dello stesso fino al Giugno del 2010, si è visto maturare gli interessi anche nel periodo di sospensione, senza che ne fosse data adeguata informazione agli interessati.

Ci è stato chiesto di prendere alcune foto (che alleghiamo) che abbiamo fatto ma che forse non rispecchiano le aspettative della richiesta. Sono foto del paesaggio di Pizzoli, dell’Hotel, della nostra camera, della sala da pranzo. Alcune foto scattate nel viaggio di ritorno in cui si vede di lontano L’Aquila (con l’ingombro del guard rail) e il bellissimo Gran Sasso. Quello che però abbiamo fotografato e registrato sono i vissuti di chi è ospite del centro di accoglienza da ormai 10 mesi. La fatica della convivenza forzata, la continua incertezza e le voci che circolano sulla non  ricostruzione de  L’Aquila stanno diventando macigni per tutti. Marianna, una simpaticissima signora sulla 70ina, ci ha esternato il suo dolore con questa frase “Voi mi vedete così, io scherzo e dico delle cose divertenti, ma io non sono lì con la testa, la mia testa è là : alla mia casa”.

Monica Facheris  e Donata Ferrario

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Dopo un viaggio sotto un pioggia torrenziale, finalmente arriviamo (piccola precisazione: se vi trovate con poco carburante, fate rifornimento a Teramo…poi non ci sono aree di servizio fino all’Aquila, e sono 70 km circa…)…le indicazioni fornite dai ns predecessori coincidono perfettamente, il navigatore conferma tutto…ma non si trova il numero civico e l’insegna dell’albergo “la Gioia” è in ferro battuto attaccata ad una parete dell’edificio quindi non visibile dalla strada…cmq dall’esterno sembra un negozio, tutto a vetrine vuote, senza tende…

gia’ da subito si respira qualche cosa di particolare….e’ come se l aria avesse ogni giorno rinchiuso in se’ il tremore, la paura, i pianti, le emozioni di quella sera e che da quella sera ancora restano.

All ingresso i ragazzi della reception ci accolgono con il sorriso e gli anziani ospiti ci guardano come se fossimo marziani…loro li con i 4 vestiti rimasti e noi con valigie, borse e tutto cio’ che  serve, senza capire ancora che poco serve, senza rendersi conto che in un attimo la tua vita puo’ cambiare…e la conferma di ció l’abbiamo quando scendiamo in sala ristorante.

Noi la chiameremmo “la sala della condivisione”, non solo del cibo ma anche e soprattutto della realta’….tutti senza la loro casa, tutti in fila ad attendere un pasto caldo.

Li guardiamo…ci guardiamo…e le prime domande sorgono spontanee…da quanto sono li?….come fanno a sopravvivere?….come fanno a resistere?…. forse la risposta e’ solo una….accettare quello che é successo con la convinzione che ogni giorno sará migliore, con la speranza di poter tornare a “vivere” con dignitá, con la certezza che ogni giorno che passa è un giorno in meno da passare li …anche se la certezza nessuno te la da e la speranza è difficile coltivarla…

Decidiamo di fare due passi…..Pízzoli e’ un piccolo paesino, come pure Marruci dove si trova l’ambulatorio…. Fuori non c’é anima viva, nessun rumore, nessuna presenza, nessun locale aperto, nessuna finestra illunimata, tutto chiuso con pochi segni di quello che è successo…fortunatamente qui il terremoto non ha causato gravi danni…cosí rientriamo con un pó di tristezza, e con un nuovo interrogativo che ci sorge dentro…riusciremo dar loro un segnale…un pó di sostegno…un pó di serenitá…un pó di benessere…un pó di speranza?

Sabato iniziamo il ns lavoro…troviamo l’ambulatorio e prepariamo la stanza…tutto é pronto…

un pó d’ansia non manca ma siamo convinti (o incoscenti?) di poter far bene.

I primi riceventi (come pure tutti gli altri) sono puntualissimi…tocca ad una coppia si anziani, gli stessi che il giorno prima ci hanno accolto nella loro triste realtá e che ora tocca a noi accogliere nel nostro  “Mondo Shiatsu”.

Subito ci confortano dicendo che non è la prima volta, e che hanno trovato giovamento nei trattamenti avuti…comunque un pó impacciati iniziamo…e subito dopo ci rendiamo conto che tutti i nostri libri , i ns appunti, non servono proprio a tanto…. Questa gente ha bisogno di contatto, di calore umano, di sostegno morale, di presenza …tutto ció, di fatto, che lo Shiatsu “E’”, ancor prima del percorso dei meridiani….l’emozione è forte, i ns occhi sono piú lucidi del solito, ma cerchiamo di dagli quello che i loro occhi, piú che le loro parole, ci chiedono, con la consapevolezza (ma forse in quei momenti era piú una speranza..) che i loro corpi e le loro menti ne avranno beneficio anche, e soprattutto, dopo quei 45 minuti….

Nella pausa tra i trattamenti del mattino e del pomeriggio decidiamo di andare a vedere il centro dell’Aquila, e li tocchiamo veramente con mano la loro realtá….una cittá spenta … silenziosa… deserta…senza vita….con i segni inequivocabili di quello che è successo…

Torniamo in ambulatorio in silenzio, incapaci di dare un senso a tutto ció…e con il nostro silenzio riprendiamo i trattamenti…le persone si alternano, la tensione si allevia un pó, la stanchezza inizia a farsi sentire, anche perché in qualitá di allievi la pratica costante è ancora difficile da realizzare, ma nonostante ció la voglia di “dare” è piú forte…

Se siamo riusciti a dare qualcosa a loro, probabilmente non lo sapremo mai, di sicuro loro ci hanno arricchiti grazie alla generositá e all’umanitá che ci hanno trasmesso e che ci rimarrá sempre dentro.

Un pensiero particolare alla sig.ra Poiani che si è fatta “na cecarella” (un pisolino…) dopo il trattamento…alla sig.ra Rita che ci ha portato i biscotti fatti da lei …e soprattutto alla sig.ra Gina, una donnina piccola, magra, di 75 anni portati con estrema dignitá, che ha avuto poco dalla vita (ed ora ha anche meno), con una forza interiore ed una vitalitá che le hanno sempre permesso di vivere comunque con serenitá a dispetto di tutto, e che ti invogliano a fare altrettanto…nel trattarla mi sono resa conto che la vita e’ proprio un ciclo…mi ha fatto emozionare solo per la gioia di poterla coccolare, di darle qualcosa di mio…ed alla fine, alzandosi con il sorriso su quel viso segnato dagli anni…..mi prende la mano per ringraziarmi , mi guarda come se fossi un angelo….mi abbraccia e mi augura il meglio dalla vita!!!!

LA VITA VA AVANTI SEMPRE E COMUNQUE…E ANCHE NELLE DIFFICOLTA’ C’E’ SEMPRE UN RAGGIO DI SOLE CHE CI ILLUMINA LA STRADA E CHE CI FA SPERARE.

Questo è quello che ci porteremo dietro da questa esperienza, che auguriamo a tutti di fare, e che rimarrá scolpito nelle nostre menti e nei nostri cuori…per sempre.

Un ringraziamento a tutta l’organizzazione e a chi a creduto in questo progetto.

un abbraccio

Roberta e Carlo.

PS….a noi piace pensare che quel raggio di sole si chiami SHIATSU…

Ciao

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Il 6 e 7 febbraio è toccato finalmente a me.

Ero veramente trepidante, questa creatura che io avevo voluto e chiesto di far esistere, dico il progetto di andare in abruzzo e dare una mano (anzi, due) a chi ha avuto la sventura di vedersi la vita spezzata dal terremoto mi bruciava addosso, volevo vederla, sentirla, sapere, capire cosa avevo contribuito a mettere in piedi. Mi sono portata il mio quadernino, pronta a registrare i cambiamenti di umore, le difficoltà, gli eventuali scoramenti, gli entusiasmi, la commozione, che consideravo inevitabile.

Neanche per sogno. Il quadernino è rimasto nella borsa, ben chiuso, le emozioni sono state ridotte all’osso, lo scoramento non mi è venuto, ed al suo posto sono arrivati : l’entusiasmo, la curiosità, il sentire – proprio come descrive Masunaga – che di due si è uno.

Bellissimo, e destituito di emozioni, solo consapevolezza. Una grande consapevolezza circa il fatto di essere umani, accomunati dalla nostra condizione, di soffrire e di gioire, chiunque, in qualsiasi situazione. È in un certo qual senso impallidita la causa « terremoto » di tante ansie, delle cervicali doloranti, delle paure, della schiena che fa male, degli sfinimenti. Non era solo e non tanto il terremoto ad aver causato tutto questo, ma semplicemente il fatto che siamo umani, e che questa è la nostra reazione a quello che ci capita, terremoto o no (certo che il terremoto è un fattore scatenante niente male….). E mi sono  lasciata andare su questa sensazione, con lo spirito della madre verso i figli, tirando, ruotando, muovendo, indirizzando il mio hara, trattando kyo e jitsu con delicatezza e profondità.

La shiatsu è per me sempre fonte di una grande gioia, ed anche questa volta è stato cosi’, anche se 7 trattamenti in un giorno sono a mio parere francamente troppi, la qualità del tocco non è più la stessa, e si rischia di non essere altrettanto efficaci con l’ultimo ricevente rispetto a quelli che sono venuti prima. Capisco tuttavia il gran bisogno che c’è (tutti si lamentano del fatto che le liste sono sempre piene, e che è difficile prendere appuntamento) di usufruire dell’ascolto e dell’empatia che lo shiatsu da.

Meravigliosa gente che è venuta a stendersi sul mio futon… Devo ad una ragazza una splendida lezione sul funzionamento del meridiano dell’intestino tenue, ed a tutti – tranne una signora, che era proprio arrabbiata – la sguardo di chi si solleva a sedere dopo un trattamento. Sguardo intenso, pieno di cose appena successe, sentite eppure ancora non comprese, da elaborare. Lo stupore, il rilassamento, la gratitudine, la vergogna, la ritrosia. Mi sono rimasti dentro, confitti nell’anima, la  mano di una non più giovane signora, che mentre tiravo il suo braccio, dolcemente, si è serrata sulla mia, proprio come succede col riflesso innato dei bambini, se li si prende per le manine. La signora ha più di 70 anni, e la sua stretta è quella di un bebé. E lo sguardo di un signore, mentre mi diceva che i movimenti che ho fatto fare al suo corpo sono molto piacevoli. Lo sguardo diceva anche tante altre cose, che lui non ha espresso a parole, ma che resteranno con me per sempre!

Desidero fare un paio di notazioni di carattere tecnico : uno è il suggerimento di descrivere il naturale processo di eliminazione dei malesseri da parte dell’organismo, per evitare che quando e se si manifestano dei piccoli disagi, salga l’ansia legata ad essi. Suggerisco quindi, per chi viene dopo, di chiarire come funziona, e cosa potrebbe avvenire, in modo da fugare eventuali problemi… Una cosa che invece mi è stata riferita, è che a volte ai riceventi sono state fatte delle specie di dieagnosi, del tipo : ma lo sa signora che lei è veramente scarica di reni?

Mi ha molto colpita l’ultima signora che ho trattato, che mi ha riportato la frase di una collega : signora, lei ha l’inconscio in rivolta! La signora, che già del suo è piuttosto ansiosa, mi ha chiesto cosa questo significasse, e mi ha anche chiesto se anche io avessi delle cose da dirle… Insomma, non voglio insegnare nulla a nessuno, anzi, probabilmente da molti di voi ho più di qualcosa da imparare, ma mi sento di suggerire di essere molto prudenti nel dire certe cose alle persone, soprattutto se si tratta di gente messa a dura prova dagli eventi, come i nostri amici abruzzesi! Forse è meglio tacere, piuttosto che mettere in agitazione una persona che molto spesso non sa neppure di cosa si parla, ed in che chiave (per tornare all’esempio sopra : che ne sa la signora del meridiano dei reni, e di come si possa scaricare?).

Ho chiesto a tutti i miei riceventi come si sentissero, dopo il trattamento, e se ci fosse nel loro corpo un luogo che emergesse con sensazioni piacevoli o spiacevoli. Lo  shiatsu li ha, nella grande maggioranza dei casi, rilassati, tranquillizzati, coccolati e chiariti rispetto a cose che sentivano. In un paio di casi invece la sensazione è stata spiacevole.

Ultimissima, una raccomandazione : ricordatevi di portare  gli asciugamani!!!! Sia io che Paolo ce ne siamo scordati, e ci siamo asciugati con la carta che gentilmente ci ha fornito la direzione dell’albergo…

Buon lavoro a tutti e alla prossima!

Marta


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Ciao a tutti,

vi comunico gli ultimi aggiornamenti da Pizzoli:

ci hanno assegnato una stanza diversa: è al quarto piano, un po’ più grande dell’altra, non è caldissima ma ha il bagno in camera e questo sicuramente un miglioramento.

anche a me e Cinzia  diverse persone hanno detto che farebbero molto volentieri   dei trattamenti shiatsu anche a pagamento (ne sentono il beneficio ma per via delle molte richieste non riescono ad avere una continuità nella prenotazione). Alcuni hanno la possibilità di muoversi e di andare anche all’Aquila, ma altri invece non avendo i mezzi lo chiederebbero a Pizzoli. Potrebbe essere un’opportunità interessante  per chi di noi operatori è della zona

sabato pomeriggio delle riceventi che abbiamo trattato ci hanno commosso : ci hanno portato caffè e dolcetti fatti in casa per ringraziarci del nostro impegno!!!

tra tutte queste note positive anche un piccolo disguido: sia lo scorso fine settimana che a novembre io ho utilizzato il pullman per andare in Abruzzo ed ho avuto la necessità di spostarmi da Pizzoli all’Aquila. Domenica ho spiegato alla persona che ho trattato questo problema  chiedendo se mi poteva accompagnare all’Aquila. Mi è stato risposto di no. Cinzia ha interrotto per una mezz’oretta i trattamenti che aveva in programma e con grandissima cortesia mi ha accompagnata.

L’ episodio ha lasciato un po’ di amaro in bocca a entrambe, so perfettamente che non dobbiamo essere di peso creare ulteriori gravami ….però stiamo facendo un lavoro molto importante e credo che qualcosa in più nell’organizzazione, per far fronte a necessità come queste non guasterebbe.

Un abbraccio a tutti, in modo particolare alla mia simpatica e preziosissima compagna di lavoro

Patrizia

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