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Archive for febbraio 2010

Dopo un viaggio sotto un pioggia torrenziale, finalmente arriviamo (piccola precisazione: se vi trovate con poco carburante, fate rifornimento a Teramo…poi non ci sono aree di servizio fino all’Aquila, e sono 70 km circa…)…le indicazioni fornite dai ns predecessori coincidono perfettamente, il navigatore conferma tutto…ma non si trova il numero civico e l’insegna dell’albergo “la Gioia” è in ferro battuto attaccata ad una parete dell’edificio quindi non visibile dalla strada…cmq dall’esterno sembra un negozio, tutto a vetrine vuote, senza tende…

gia’ da subito si respira qualche cosa di particolare….e’ come se l aria avesse ogni giorno rinchiuso in se’ il tremore, la paura, i pianti, le emozioni di quella sera e che da quella sera ancora restano.

All ingresso i ragazzi della reception ci accolgono con il sorriso e gli anziani ospiti ci guardano come se fossimo marziani…loro li con i 4 vestiti rimasti e noi con valigie, borse e tutto cio’ che  serve, senza capire ancora che poco serve, senza rendersi conto che in un attimo la tua vita puo’ cambiare…e la conferma di ció l’abbiamo quando scendiamo in sala ristorante.

Noi la chiameremmo “la sala della condivisione”, non solo del cibo ma anche e soprattutto della realta’….tutti senza la loro casa, tutti in fila ad attendere un pasto caldo.

Li guardiamo…ci guardiamo…e le prime domande sorgono spontanee…da quanto sono li?….come fanno a sopravvivere?….come fanno a resistere?…. forse la risposta e’ solo una….accettare quello che é successo con la convinzione che ogni giorno sará migliore, con la speranza di poter tornare a “vivere” con dignitá, con la certezza che ogni giorno che passa è un giorno in meno da passare li …anche se la certezza nessuno te la da e la speranza è difficile coltivarla…

Decidiamo di fare due passi…..Pízzoli e’ un piccolo paesino, come pure Marruci dove si trova l’ambulatorio…. Fuori non c’é anima viva, nessun rumore, nessuna presenza, nessun locale aperto, nessuna finestra illunimata, tutto chiuso con pochi segni di quello che è successo…fortunatamente qui il terremoto non ha causato gravi danni…cosí rientriamo con un pó di tristezza, e con un nuovo interrogativo che ci sorge dentro…riusciremo dar loro un segnale…un pó di sostegno…un pó di serenitá…un pó di benessere…un pó di speranza?

Sabato iniziamo il ns lavoro…troviamo l’ambulatorio e prepariamo la stanza…tutto é pronto…

un pó d’ansia non manca ma siamo convinti (o incoscenti?) di poter far bene.

I primi riceventi (come pure tutti gli altri) sono puntualissimi…tocca ad una coppia si anziani, gli stessi che il giorno prima ci hanno accolto nella loro triste realtá e che ora tocca a noi accogliere nel nostro  “Mondo Shiatsu”.

Subito ci confortano dicendo che non è la prima volta, e che hanno trovato giovamento nei trattamenti avuti…comunque un pó impacciati iniziamo…e subito dopo ci rendiamo conto che tutti i nostri libri , i ns appunti, non servono proprio a tanto…. Questa gente ha bisogno di contatto, di calore umano, di sostegno morale, di presenza …tutto ció, di fatto, che lo Shiatsu “E’”, ancor prima del percorso dei meridiani….l’emozione è forte, i ns occhi sono piú lucidi del solito, ma cerchiamo di dagli quello che i loro occhi, piú che le loro parole, ci chiedono, con la consapevolezza (ma forse in quei momenti era piú una speranza..) che i loro corpi e le loro menti ne avranno beneficio anche, e soprattutto, dopo quei 45 minuti….

Nella pausa tra i trattamenti del mattino e del pomeriggio decidiamo di andare a vedere il centro dell’Aquila, e li tocchiamo veramente con mano la loro realtá….una cittá spenta … silenziosa… deserta…senza vita….con i segni inequivocabili di quello che è successo…

Torniamo in ambulatorio in silenzio, incapaci di dare un senso a tutto ció…e con il nostro silenzio riprendiamo i trattamenti…le persone si alternano, la tensione si allevia un pó, la stanchezza inizia a farsi sentire, anche perché in qualitá di allievi la pratica costante è ancora difficile da realizzare, ma nonostante ció la voglia di “dare” è piú forte…

Se siamo riusciti a dare qualcosa a loro, probabilmente non lo sapremo mai, di sicuro loro ci hanno arricchiti grazie alla generositá e all’umanitá che ci hanno trasmesso e che ci rimarrá sempre dentro.

Un pensiero particolare alla sig.ra Poiani che si è fatta “na cecarella” (un pisolino…) dopo il trattamento…alla sig.ra Rita che ci ha portato i biscotti fatti da lei …e soprattutto alla sig.ra Gina, una donnina piccola, magra, di 75 anni portati con estrema dignitá, che ha avuto poco dalla vita (ed ora ha anche meno), con una forza interiore ed una vitalitá che le hanno sempre permesso di vivere comunque con serenitá a dispetto di tutto, e che ti invogliano a fare altrettanto…nel trattarla mi sono resa conto che la vita e’ proprio un ciclo…mi ha fatto emozionare solo per la gioia di poterla coccolare, di darle qualcosa di mio…ed alla fine, alzandosi con il sorriso su quel viso segnato dagli anni…..mi prende la mano per ringraziarmi , mi guarda come se fossi un angelo….mi abbraccia e mi augura il meglio dalla vita!!!!

LA VITA VA AVANTI SEMPRE E COMUNQUE…E ANCHE NELLE DIFFICOLTA’ C’E’ SEMPRE UN RAGGIO DI SOLE CHE CI ILLUMINA LA STRADA E CHE CI FA SPERARE.

Questo è quello che ci porteremo dietro da questa esperienza, che auguriamo a tutti di fare, e che rimarrá scolpito nelle nostre menti e nei nostri cuori…per sempre.

Un ringraziamento a tutta l’organizzazione e a chi a creduto in questo progetto.

un abbraccio

Roberta e Carlo.

PS….a noi piace pensare che quel raggio di sole si chiami SHIATSU…

Ciao

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Segnalo l’indagine di Repubblica “Così è cambiata la nostra vita” che raccoglie le storie dei cittadini dell’Aquila e degli altri centri colpiti dal terremoto.

DA LEGGERE! >>

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Vicenza 22 febbraio 2010

Ciao a tutti.

Siamo tornati ieri da Pizzoli dove abbiamo trascorso due giorni…in “un altro mondo”!!!!!

Non e’ facile descrivere a parole quello che abbiamo provato, anche perché, in qualitá di allievi del 3 anno, la nostra esperienza nel mondo dello Shiatsu è ancora a livello quasi embrionale.

Trattare amici/parenti/colleghi che dicono di si solo perché non li stressi piú, o trovare persone che hanno davvero bisogno di  “qualcosa” che in quel momento diventi “tu”,  non è propriamente la stessa cosa….sono momenti che vanno direttamente al cuore e da li non si muovono piú …..

Vi vogliamo dare innanzitutto delle informazioni puramente tecniche, che vanno solo ad integrare quello che giá hanno riportato i ns predecessori.

Come sapete l’alloggio che ci accoglie è un ex albergo, chiuso da oltre 15 anni e riaperto per l’occasione come centro accoglienza sfollati…la stanza messaci a disposizione ha due letti singoli, sufficientemente comodi e forniti di cuscini lenzuola federe e coperte,  ed un bagno con doccia, senza asiugamani (ricordatevi di portarli da casa).

Per quanto riguarda il vitto c’è la sala ristorante comune, i pasti sono fissi (trovate il menú appeso al mattino sulla porta di ingresso) si prende il vassoio e si fa la fila…piatti bicchieri e posate sono di carta e/o plastica. Ai tavoli ci sono solo delle bottiglie d’acqua naturale, quindi se qualcuno gradisse qualcos’altro, si deve premunire.

Per l’ambulatorio avete gia’ avuto notizie a riguardo (dista circa 3 km dall’albergo, bisogna tornare verso l’Aquila e appena passato il paese girare a sinistra direzione Marruci, seguire l’indicazione “guardia medica” e giunti al cartello “S.Lorenzo” girare ancora a sinistra. Dopo 50 metri si trova una piazzetta dove si puó parcheggiare liberamente), quindi aggiungiamo solo alcune ns considerazioni, assieme a quelle assunte dai riceventi….

La stanza e’ piccolina e i fouton vanno messi un po’ obliqui per poter operare da tutte le parti, ancorché testa e piedi rimangono comunque problematici da trattare. Ci sono ancora delle tovaglie di carta da mettere sotto a protezione, ormai logore…volevamo cambiarle ma l’albergo le aveva finite, quindi è opportuno portarne di nuove, magari quelle lunghe arrotolate. L’ideale sarebbe avere dei teli, o delle vecchie lenzuola, ma a lungo andare sorgerebbe il problema del “lavaggio” degli stessi, quindi la soluzione “carta” per il momento ci sembra la piú idonea al caso.

Nella stanza si trova un lavandino, comodo per lavarsi le mani, ma non c’è il sapone…noi usavamo semplicemente l’acqua (a tal proposito abbiamo lasciato un rotolone nuovo di carta per asciugarsi) e poi in presenza dei riceventi ci spruzzavamo un pó di disinfettante (si trova in tutti i supermercati).

A disposizione, inoltre, c’è un separe’ per dividere le zone di lavoro, ma non l’abbiamo utilizzato perche’ ci sembrava troppo “ospedaliero”… la cosa e’ stata osservata dalle persone che erano giá state in precedenza ed è stata accolta con favore, anche perché quasi tutti vengono in coppia, giá si conoscono, spesso fanno parte dello stesso nucleo familiare, quindi il contatto visivo tra loro non è sentito come “violazione della privacy”, (e francamente a noi fa comodo perché ci permette di operare piú agevolmente, in uno spazio angusto giá di suo).

Altra cosa che ci hanno fatto notare (giá evidenziata da altri operatori) è la luce dei neon, che risulta fastidiosa al ricevente supino… la stanza dispone di una finestra che da su un corridoio esterno che ancorché coperto lascia comunque entrare una luce gradevole, che puó essere aumentata lasciando aperta la porta dell’ambulatorio adiacente…cosí si puó operare tranquillamente con le luci spente.

Per l’ultimo trattamento del sabato (prossimamente le giornate si allungheranno ed il problema si risolve da se), basta accendere le luci dell’altra stanza e dell’atrio, e lasciare le porte aperte…

La stanza affiancata, oltre che “ripostiglio” per le sedie tecniche da trattamento (che abbiamo posizionato li giusto per dare spazio ed ordine alla stanza dei trattamenti), puó servire anche come “spogliatoio” per noi operatori, dove posizionare giacche borse scarpe etc…c’è un altro lavandino e una presa di corrente comoda proprio sotto la finestra, che noi abbiamo utilizzato per un bollitore elettrico. Vi ricordo che nelle vicinanze non ci sono locali, tra un trattamento e l’altro non c’è tempo (i riceventi sono molto puntuali!!!) e quindi un thé, una tisana o un caffè solubile al volo ci stanno.

Ci siamo attrezzati con dell’incenso, che abbiamo messo nell’atrio d’entrata con qualche caramella a disposizione, come cordiale segno di benvenuto, ed abbiamo portato un pó di musica dolce…

il tutto è stato molto gradito ed apprezzato dai riceventi, soprattutto dai “veterani”.

Troverete delle coperte per  i riceventi, ma sono abbastanza pesanti…noi abbiamo utilizzato le nostre piu’ leggere e colorate, in pile, ed anche questa è stata una cosa che ci hanno fatto notare.

Sembrano (e forse lo sono…) tutte stupidaggini…in fondo quello che conta è la qualitá del trattamento e non il profumo nell’aria o la musica di sottofondo, ma abbiamo pensato che piccoli segnali di attenzione come questi possono comunque far bene (soprattutto allo spirito) a questa gente, che ne ha davvero un immenso bisogno.

Non abbiamo voluto dirvi che cosa dovete fare ma semplicemente abbiamo riportato quello che siamo stati noi….. OGNUNO FA’ LO SHIATSU CHE E’ !!!!!!!!!!!!!!!

BUON LAVORO A TUTTI !!!!!!!!

Carlo e Roberta

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Il 6 e 7 febbraio è toccato finalmente a me.

Ero veramente trepidante, questa creatura che io avevo voluto e chiesto di far esistere, dico il progetto di andare in abruzzo e dare una mano (anzi, due) a chi ha avuto la sventura di vedersi la vita spezzata dal terremoto mi bruciava addosso, volevo vederla, sentirla, sapere, capire cosa avevo contribuito a mettere in piedi. Mi sono portata il mio quadernino, pronta a registrare i cambiamenti di umore, le difficoltà, gli eventuali scoramenti, gli entusiasmi, la commozione, che consideravo inevitabile.

Neanche per sogno. Il quadernino è rimasto nella borsa, ben chiuso, le emozioni sono state ridotte all’osso, lo scoramento non mi è venuto, ed al suo posto sono arrivati : l’entusiasmo, la curiosità, il sentire – proprio come descrive Masunaga – che di due si è uno.

Bellissimo, e destituito di emozioni, solo consapevolezza. Una grande consapevolezza circa il fatto di essere umani, accomunati dalla nostra condizione, di soffrire e di gioire, chiunque, in qualsiasi situazione. È in un certo qual senso impallidita la causa « terremoto » di tante ansie, delle cervicali doloranti, delle paure, della schiena che fa male, degli sfinimenti. Non era solo e non tanto il terremoto ad aver causato tutto questo, ma semplicemente il fatto che siamo umani, e che questa è la nostra reazione a quello che ci capita, terremoto o no (certo che il terremoto è un fattore scatenante niente male….). E mi sono  lasciata andare su questa sensazione, con lo spirito della madre verso i figli, tirando, ruotando, muovendo, indirizzando il mio hara, trattando kyo e jitsu con delicatezza e profondità.

La shiatsu è per me sempre fonte di una grande gioia, ed anche questa volta è stato cosi’, anche se 7 trattamenti in un giorno sono a mio parere francamente troppi, la qualità del tocco non è più la stessa, e si rischia di non essere altrettanto efficaci con l’ultimo ricevente rispetto a quelli che sono venuti prima. Capisco tuttavia il gran bisogno che c’è (tutti si lamentano del fatto che le liste sono sempre piene, e che è difficile prendere appuntamento) di usufruire dell’ascolto e dell’empatia che lo shiatsu da.

Meravigliosa gente che è venuta a stendersi sul mio futon… Devo ad una ragazza una splendida lezione sul funzionamento del meridiano dell’intestino tenue, ed a tutti – tranne una signora, che era proprio arrabbiata – la sguardo di chi si solleva a sedere dopo un trattamento. Sguardo intenso, pieno di cose appena successe, sentite eppure ancora non comprese, da elaborare. Lo stupore, il rilassamento, la gratitudine, la vergogna, la ritrosia. Mi sono rimasti dentro, confitti nell’anima, la  mano di una non più giovane signora, che mentre tiravo il suo braccio, dolcemente, si è serrata sulla mia, proprio come succede col riflesso innato dei bambini, se li si prende per le manine. La signora ha più di 70 anni, e la sua stretta è quella di un bebé. E lo sguardo di un signore, mentre mi diceva che i movimenti che ho fatto fare al suo corpo sono molto piacevoli. Lo sguardo diceva anche tante altre cose, che lui non ha espresso a parole, ma che resteranno con me per sempre!

Desidero fare un paio di notazioni di carattere tecnico : uno è il suggerimento di descrivere il naturale processo di eliminazione dei malesseri da parte dell’organismo, per evitare che quando e se si manifestano dei piccoli disagi, salga l’ansia legata ad essi. Suggerisco quindi, per chi viene dopo, di chiarire come funziona, e cosa potrebbe avvenire, in modo da fugare eventuali problemi… Una cosa che invece mi è stata riferita, è che a volte ai riceventi sono state fatte delle specie di dieagnosi, del tipo : ma lo sa signora che lei è veramente scarica di reni?

Mi ha molto colpita l’ultima signora che ho trattato, che mi ha riportato la frase di una collega : signora, lei ha l’inconscio in rivolta! La signora, che già del suo è piuttosto ansiosa, mi ha chiesto cosa questo significasse, e mi ha anche chiesto se anche io avessi delle cose da dirle… Insomma, non voglio insegnare nulla a nessuno, anzi, probabilmente da molti di voi ho più di qualcosa da imparare, ma mi sento di suggerire di essere molto prudenti nel dire certe cose alle persone, soprattutto se si tratta di gente messa a dura prova dagli eventi, come i nostri amici abruzzesi! Forse è meglio tacere, piuttosto che mettere in agitazione una persona che molto spesso non sa neppure di cosa si parla, ed in che chiave (per tornare all’esempio sopra : che ne sa la signora del meridiano dei reni, e di come si possa scaricare?).

Ho chiesto a tutti i miei riceventi come si sentissero, dopo il trattamento, e se ci fosse nel loro corpo un luogo che emergesse con sensazioni piacevoli o spiacevoli. Lo  shiatsu li ha, nella grande maggioranza dei casi, rilassati, tranquillizzati, coccolati e chiariti rispetto a cose che sentivano. In un paio di casi invece la sensazione è stata spiacevole.

Ultimissima, una raccomandazione : ricordatevi di portare  gli asciugamani!!!! Sia io che Paolo ce ne siamo scordati, e ci siamo asciugati con la carta che gentilmente ci ha fornito la direzione dell’albergo…

Buon lavoro a tutti e alla prossima!

Marta


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Ciao a tutti,

vi comunico gli ultimi aggiornamenti da Pizzoli:

ci hanno assegnato una stanza diversa: è al quarto piano, un po’ più grande dell’altra, non è caldissima ma ha il bagno in camera e questo sicuramente un miglioramento.

anche a me e Cinzia  diverse persone hanno detto che farebbero molto volentieri   dei trattamenti shiatsu anche a pagamento (ne sentono il beneficio ma per via delle molte richieste non riescono ad avere una continuità nella prenotazione). Alcuni hanno la possibilità di muoversi e di andare anche all’Aquila, ma altri invece non avendo i mezzi lo chiederebbero a Pizzoli. Potrebbe essere un’opportunità interessante  per chi di noi operatori è della zona

sabato pomeriggio delle riceventi che abbiamo trattato ci hanno commosso : ci hanno portato caffè e dolcetti fatti in casa per ringraziarci del nostro impegno!!!

tra tutte queste note positive anche un piccolo disguido: sia lo scorso fine settimana che a novembre io ho utilizzato il pullman per andare in Abruzzo ed ho avuto la necessità di spostarmi da Pizzoli all’Aquila. Domenica ho spiegato alla persona che ho trattato questo problema  chiedendo se mi poteva accompagnare all’Aquila. Mi è stato risposto di no. Cinzia ha interrotto per una mezz’oretta i trattamenti che aveva in programma e con grandissima cortesia mi ha accompagnata.

L’ episodio ha lasciato un po’ di amaro in bocca a entrambe, so perfettamente che non dobbiamo essere di peso creare ulteriori gravami ….però stiamo facendo un lavoro molto importante e credo che qualcosa in più nell’organizzazione, per far fronte a necessità come queste non guasterebbe.

Un abbraccio a tutti, in modo particolare alla mia simpatica e preziosissima compagna di lavoro

Patrizia

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